
Con il freddo che fa durante il lungo inverno russo, in mancanza di istituzioni occidentali come le “vetrine” o i “club”,
i salotti furono una salvezza e una garanzia di socialità tra le nevi di lassù.
Quel moralista di Lev Tolstoj, del salotto musicale russo, disse però tutto il male possibile nel suo racconto La sonata a Kreutzer. Lo considerava il luogo peccaminoso
in cui la mitica “donna russa” esercitava, con la complicità dell'arte dei suoni, l'abominevole arte della seduzione.
Ma se pensiamo alla San Pietroburgo di Musorgskij e dei tanti altri musicisti che gli stavano intorno, il salotto musicale russo non pare il luogo frivolo degli sguardi illeciti,
ma un vero pensatoio artistico, la culla di una grande fioritura culturale.
Basti sapere che in un salotto ebbero le loro prime esecuzioni capolavori come il Boris Godunov, con tutte le animate discussioni che seguirono. E senza l'esistenza dei salotti musicali russi,
palestra dei pianisti, non sarebbe forse mai nata la leggendaria “scuola pianistica russa”.
La stessa “scuola nazionale russa” - il “Gruppetto possente” o “Gruppo dei cinque” - nacque coadiuvata da esecuzioni e dibattiti
nei vari salotti: Balakirev, Borodin, Kjui, Rimskij-Korsakov e Musorgskij si trovavano intorno al 1870 a decidere il futuro artistico del loro paese nel salotto
di Ljudmila Šestakova, la sorella del defunto Michail Glinka, padre dell'opera russa.
Musorgskij era nobile, ma la pensava da progressi-sta. Lui odiava i ballabili - come quelli inseriti nel presente programma - li chiamava “pigmei
musicali”. Musorgskij disprezzava il bello e amava il vero. Invece Cajkovskij diceva: «Io non sarei per nulla imbarazzato dal fatto di voltare le spalle
alla verità “reale” a favore della verità “artistica”». Discussioni mica tanto da salotto...
Franco Pulcini
Gianluca Angelillo si è diplomato al Conservatorio “Giuseppe Verdi” con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Vera Drenkova. Grazie ad una borsa
di studio della De Sono e del Ministero degli Esteri si è poi perfezionato per tre anni al Conservatorio “Ciajkovskij” di Mosca con Lev Naumov.
Ha tenuto numerosi concerti sia come solista sia in gruppi cameristici nelle principali città italiane e all'estero, ha effettuato alcune registrazioni e partecipato come solista a
trasmissioni radiofoniche e televisive. Ha collaborato con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Mahler Chamber Orchestra, l'Orchestra della Radio Svizzera Italiana e con il teatro
Stabile ditorino in progetti teatrali e didattici.
Parallelamente all'attività concertistica si dedica all'insegnamento.
Pëtr Il’ic Ciajkovskij (1840-1893)
1. Romanza op. 5 5.50
2. Notturno op. 10 n. 1 3.55
3. Humoresque op. 10 n. 2 2.39
4. Chanson triste op. 40 n. 2 2.52
Anatolij Ljadov (1855-1914)
da Pezzi da ballo op. 52:
5. n. 2 1.16
6. n. 3 3.02
Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908)
7. Novelletta op. 11 n. 2 2.05
Cezar’ Antonovic Kjui (1835-1918)
8. Foglio d’album op. 39 2.33
Milij Alekseevic Balakirev (1837-1910)
9. Mazurka n. 1 4.12
Modest Petrovic Musorgskij (1839-1881)
10. Une larme 3.00
11. Méditation (Feuillet d’album) 3.16
12. En Crimée. Capriccio 3.58
13. Au village 4.30
14. Impromptu passionné 2.55
15. Gopak 1.54
Pëtr Il’ic Ciajkovskij (1840-1893)
16. Barcarolle 5.46
Gianluca Angelillo pianoforte
Total Time: 50.23